
Che cosa fa la puericultrice?
La puericultrice è una figura professionale specializzata nella cura e nell’assistenza dei neonati e dei bambini fino ai sei anni di età. Questo ruolo può essere fondamentale per il benessere dei più piccoli e delle loro famiglie, poiché offre un sostegno prezioso durante le prime fasi della vita del bambino.
Le sue mansioni principali includono il supporto alle neomamme durante il periodo pre e post-partum, l’educazione all’allattamento, la cura dell’igiene del neonato e il monitoraggio dello sviluppo psicomotorio del bambino.
La puericultrice collabora con pediatri e psicologi per garantire un approccio multidisciplinare alla cura del neonato e offre consulenze personalizzate per rispondere alle esigenze specifiche di ogni famiglia.
Leggi l’articolo per scoprire:
Approfondisci il ruolo di questa figura professionale e scopri come diventare una puericultrice qualificata.
Prima di approfondire di cosa si occupa una puericultrice, è importante specificare cosa s’intenda con puericultura.
Si definisce puericultura quel ramo della scienza che si occupa della salvaguardia della salute psicofisica del bambino durante tutte le fasi della sua evoluzione: dal periodo prenatale, attraverso le cure prestate alla madre, al periodo immediatamente successivo alla nascita fino alla prima infanzia.
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La puericultrice svolge svariate e delicate mansioni, tra cui:
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Se il tuo obiettivo è di diventare una puericultrice, ecco un elenco delle mansioni quotidiane che dovrai svolgere:
L’obiettivo di una puericultrice è assicurarsi che i genitori siano sempre pronti ad affrontare le nuove fasi della vita di un bambino nei suoi primi mesi di vita. È una figura pensata per dare sostegno alla madre, aiutandola a capire i suoi cambiamenti emotivi e a instaurare un legame con il proprio piccolo.

Il Ministero della Salute riconosce la figura della Puericultrice come appartenente alla categoria delle Arti Ausiliarie delle Professioni Sanitarie (Legge 19 luglio 1940, n. 1098 – Rilascio licenza di abilitazione per puericultrici).
Come già anticipato, la puericultrice si dedica alla cura e all’assistenza dei neonati e dei bambini fino ai 6 anni, supportando le famiglie nella fase pre e post-parto.
Dunque, questo ruolo richiede una preparazione specifica.
In Italia il ruolo della puericultrice è relegato al settore privato e della libera professione.
Non è richiesta una laurea, ma è fondamentale avere una buona predisposizione al lavoro con i bambini e una forte capacità di empatia.
Per diventare puericultrice è necessario conseguire un diploma di scuola media superiore, per poi frequentare un corso di formazione specifico per puericultrici riconosciuto dal Ministero della Salute. Generalmente, il corso ha una durata di circa un anno caratterizzato da un’offerta formativa organizzata in formazione teorica e pratica, con stage presso strutture adeguate. Durante il corso, le aspiranti puericultrici apprendono nozioni di pediatria, psicologia infantile, alimentazione e igiene del neonato, oltre a tecniche di primo soccorso.
Al termine del percorso formativo, è necessario superare un esame finale per ottenere il diploma da puericultrice.
È opportuno sottolineare che, attualmente, le scuole che rilasciano un diploma riconosciuto sono poche. Questo perché da diversi anni, soprattutto in Italia, la figura della puericultrice ha una minore rilevanza dal momento che alcune delle sue mansioni principali sono state assorbite da altre figure professionali, come quella dell’infermiere pediatrico.
Infatti, come vedremo, la figura della puericultrice non è più riconosciuta come professione sanitaria ed è stata rimossa dai contratti nazionali: per questa ragione, le puericultrici non possono più accedere al settore pubblico in strutture come contesti ospedalieri, asili nido pubblici o consultori familiari.
Tuttavia, nel settore privato la figura della puericultrice continua ad avere una sua importanza ed utilità.
Il guadagno di una puericultrice può variare notevolmente in base a diversi fattori, tra cui l’esperienza, il luogo di lavoro e la tipologia di contratto.
Le puericultrici che scelgono di lavorare come libere professioniste possono avere guadagni variabili, a seconda del numero di clienti e delle ore lavorate. Inoltre, le puericultrici che offrono servizi di assistenza domiciliare possono avere tariffe diverse in base alle esigenze specifiche delle famiglie.
Per avere un riferimento più preciso di quello che potrebbe essere lo stipendio medio di una puericultrice:

Le puericultrici possono trovare impiego in diversi contesti, tra cui cliniche private, asili nido privati e famiglie.
Occorre, però, fare alcune precisazioni. Come detto, in Italia, una puericultrice può lavorare esclusivamente nei contesti privati. Anche in questo caso, però, la possibilità di impiego per le puericultrici può variare da regione a regione.
Infatti, ci sono alcune regioni italiane in cui le puericultrici sono ancora molto richieste nel settore privato; altre, invece, in cui sono preferibili figure come gli infermieri professionali con esperienza.
Ciò che conta, è verificare sempre le normative regionali specifiche per poter comprendere a pieno quali potrebbero essere le opportunità lavorative in base al proprio contesto territoriale.
In linea generale, molte puericultrici offrono servizi domiciliari, fornendo supporto personalizzato direttamente nelle case delle famiglie. Questo tipo di assistenza è particolarmente apprezzato da chi preferisce un approccio continuativo e su misura. Le puericultrici a domicilio possono aiutare con l’allattamento, la cura del neonato e fornire consigli pratici ai genitori.
Le puericultrici possono anche lavorare come libere professioniste, collaborando con agenzie di assistenza domiciliare o aprendo un proprio studio. In questi contesti, possono offrire consulenze personalizzate, corsi pre e post-parto e supporto continuativo alle famiglie.
Un’altra interessante opportunità per le puericultrici è la possibilità di intraprendere questa carriera all’estero. Infatti, a differenza dell’attuale situazione italiana, la puericultrice è particolarmente richiesta in molti Paesi Europei. Ricorda, però, di accertarti che il diploma di puericultrice che andrai a conseguire sia riconosciuto sia sul territorio nazionale sia in altri paesi dell’Unione Europea.
In questo articolo abbiamo approfondito la figura della puericultrice definendola come una professionista a supporto del benessere dei neonati e delle loro famiglie. Grazie alla sua formazione e alla sua esperienza, offre un aiuto prezioso nella delicata fase del preparto e durante i primi anni di vita del bambino, occupandosi di alimentazione, igiene, sviluppo psicomotorio e sostegno emotivo.
Come abbiamo visto, il percorso per diventare puericultrice in Italia richiede un diploma di scuola media superiore e un corso di formazione specifico, che apre le porte a diverse opportunità lavorative soprattutto nell’ambito privato.
Il guadagno varia in base all’esperienza e al luogo di lavoro, ma la flessibilità della professione permette di adattarsi alle esigenze delle famiglie, garantendo un supporto personalizzato e continuativo.
In definitiva, la puericultrice è una figura indispensabile per garantire uno sviluppo sano e armonioso del bambino e per contribuire a creare un clima di serenità all’interno della famiglia.
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