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Kamishibai: che cos’è e a cosa serve

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Il kamishibai, noto anche come teatro di carta, è una forma di narrazione visiva nata in Giappone nei primi anni del ‘900. Questo metodo unico di raccontare storie combina immagini illustrate e narrazione orale, creando un’esperienza coinvolgente ed educativa.

In questo articolo, approfondiremo che cos’è il kamishibai, come funziona e il suo utilizzo nelle scuole come strumento di inclusione sociale.

Scopriremo, inoltre, come questa antica tradizione giapponese possa essere adattata per insegnare valori universali e stimolare la creatività nei bambini.

Attraverso esempi concreti, vedremo come il kamishibai possa trasformare l’apprendimento in un’avventura magica e significativa.

Prepariamoci, quindi, a immergerci nel mondo del kamishibai, dove ogni storia prende vita attraverso la magia delle immagini e delle parole.

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Che cos’è un kamishibai?

Il kamishibai si caratterizza per l’uso di tavole illustrate che vengono fatte scorrere all’interno di un piccolo teatrino, il butai, mentre il narratore accompagna le immagini raccontando ad alta voce una storia.

Quali sono le origini del kamishibai?

Il kamishibai affonda le sue radici nel XII secolo, in particolar modo nei templi buddisti giapponesi, dove i monaci si servivano degli emakimono — rotoli di carta o seta decorati con immagini e testo — per impartire insegnamenti morali e/o religiosi a un pubblico prevalentemente analfabeta.

L’arte del kamishibai raggiunse l’apice di popolarità negli anni ’30 del XX secolo e nel periodo postbellico. Ogni giorno, bambini e ragazzi attendevano con trepidazione l’arrivo del gaito kamishibaiya, che, posizionando il suo teatrino di carta sulla bicicletta, raccontava storie affascinanti di ogni tipo attraverso le illustrazioni che faceva scorrere nel butai.

Le storie, spesso a puntate, assicuravano il ritorno del pubblico, desideroso di scoprire il gran finale della narrazione.

Recentemente, il kamishibai è stato rilanciato come strumento educativo, stimolando l’immaginazione e la creatività nei bambini preservando, inoltre, questa forma d’arte tradizionale giapponese.

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Kamishibai: come utilizzarlo

Kamishibai realizzato durante il corso di Tecnico di Ludoteca

Come si utilizza il kamishibai?
Scopriamo insieme come dare vita a storie esilaranti con il kamishibai.

Prima di tutto, prepara il materiale necessario.

Ti servirà un butai e una serie di tavole illustrate che rappresentano la storia che vuoi narrare. Ogni tavola dovrà avere una parte del testo sul retro per guidare la narrazione.

 

Per quanto riguarda il teatrino, potrai scegliere se acquistarlo oppure cimentarti nella creazione di un kamishibai fai-da-te, utilizzando materiali come cartone robusto o legno leggero.

Come si leggono le storie nel kamishibai?

Procedi facendo scorrere le tavole una alla volta, assicurandoti che tutti possano vedere le immagini. Utilizza variazioni di tono, espressioni facciali e gesti per animare la narrazione e mantenere alta l’attenzione del pubblico. Le tavole, bifacciali, presentano l’illustrazione su una faccia e il testo corrispondente sull’altra.

Scegli un ambiente tranquillo dove il pubblico possa sedersi comodamente e vedere chiaramente le immagini. Il kamishibai è particolarmente efficace in ambienti intimi, dove il narratore può stabilire un contatto diretto con i propri ascoltatori.

Coinvolgi il pubblico facendo domande o invitandoli a prevedere cosa accadrà dopo, stimolando così l’interazione e rendendo l’esperienza più coinvolgente.

Il kamishibai può creare un’atmosfera magica, soprattutto se curi l’allestimento nei dettagli: una luce particolare e/o una musica di sottofondo aiuteranno certamente ad attirare l’attenzione sul racconto e a catalizzare la concentrazione dei più piccoli.

Per quanto riguarda le storie, si possono adattare racconti già esistenti tratti da fiabe o albi illustrati; oppure puoi dare sfogo alla tua fantasia dando vita a storie originali. Ciò che conta è che la narrazione sia sempre semplice e breve, e adattata a ogni fascia d’età.

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Il kamishibai nelle scuole: uno strumento educativo e di inclusione sociale

Il kamishibai si sta rivelando uno strumento particolarmente efficace nell’ambito dell’inclusione sociale all’interno delle scuole.

Il potere della narrazione visiva del kamishibai e la condivisione di storie permettono ai bambini di diverse età e background di connettersi e imparare gli uni dagli altri, favorendo l’integrazione di studenti con bisogni educativi speciali e valorizzando le differenze individuali in un contesto di gruppo.

Perché utilizzare il kamishibai nelle scuole?

Dal punto di vista educativo, il kamishibai offre numerosi vantaggi. Innanzitutto, aiuta a sviluppare le competenze linguistiche degli studenti. La narrazione attraverso il kamishibai migliora le abilità di ascolto e comprensione, stimolando al contempo la capacità di espressione orale e scritta. Gli studenti possono anche partecipare attivamente creando le proprie storie e illustrazioni, il che favorisce la creatività e l’immaginazione. Inoltre, il kamishibai offre un apprendimento multisensoriale, rendendo l’esperienza educativa più dinamica e memorabile.

Oltre agli aspetti educativi, il kamishibai è un potente strumento di inclusione sociale. Grazie alla sua natura visiva e interattiva, può coinvolgere studenti con diverse abilità e background culturali, creando un ambiente di apprendimento inclusivo. La creazione e la presentazione di storie kamishibai incoraggiano la collaborazione tra gli studenti, migliorando le loro competenze sociali e di lavoro di gruppo. Inoltre, attraverso storie che riflettono diverse culture ed esperienze, il kamishibai sensibilizza gli studenti sull’importanza della diversità e del rispetto reciproco.

Un esempio concreto dell’uso del kamishibai nelle scuole è rappresentato dai laboratori di narrazione, dove gli studenti creano le proprie storie e illustrazioni. Questo processo non solo stimola la creatività, ma aiuta a sviluppare competenze linguistiche e narrative, risvegliando il piacere di raccontare e ascoltare storie.

In conclusione, il kamishibai rappresenta non solo un ponte tra il passato e il presente, ma anche tra le diverse culture e le molteplici sfaccettature dell’apprendimento. È uno strumento che, attraverso la magia della narrazione, può trasformare l’aula in un palcoscenico di scoperta e crescita, dove ogni studente diventa protagonista del proprio percorso educativo.

I kamishibai per bambini: alcuni esempi

Attraverso racconti che spaziano dall’amicizia al coraggio, dalla generosità alla giustizia, i bambini imparano valori universali in maniera intuitiva e coinvolgente.

In questo paragrafo, esploreremo alcuni esempi di storie per bambini facilmente adattabili al formato unico del Kamishibai senza perdere la loro essenza. Questi racconti, ricchi di insegnamenti morali e di trame avvincenti, prendono vita con illustrazioni vivide che trasportano i bambini in mondi fantastici.

L’omino della pioggia di Gianni Rodari

Kamishibai realizzato durante il corso Operatore all'Infanzia.

Gianni Rodari, maestro indiscusso della letteratura per l’infanzia, ci regala con L’omino della pioggia una storia incantevole che si presta magnificamente all’arte del kamishibai.

Il racconto narra di un piccolo uomo responsabile del tempo atmosferico, che vive tra le nuvole e controlla i rubinetti da cui scende la pioggia. 

Con la sua leggerezza e la sua capacità di saltare da una nuvola all’altra, l’omino diventa un personaggio ideale da rappresentare attraverso le vivide immagini del kamishibai.

La storia, con la sua struttura semplice e il ritmo narrativo, è perfetta per essere suddivisa in tavole illustrate.

Ogni tavola può catturare un momento chiave: l’omino che apre i rubinetti, la pioggia che cade sulla terra, o il sonno dell’omino che porta a una pioggia incessante. Questi momenti sono ideali per creare suspense e coinvolgere i piccoli ascoltatori, che saranno curiosi di scoprire come l’omino risolverà il problema di una pioggia troppo abbondante.

Utilizzando il kamishibai per raccontare L’omino della pioggia, si può enfatizzare l’importanza della responsabilità e dell’attenzione nelle azioni quotidiane, temi cari a Rodari e facilmente comprensibili dai bambini. Inoltre, la rappresentazione visiva della storia stimola l’immaginazione e offre spunti per discussioni e attività didattiche sul ciclo dell’acqua e sull’ambiente.

La pappa dolce dei Fratelli Grimm

La pappa dolce è una fiaba dei Fratelli Grimm che racconta la storia di una fanciulla povera e pia che viveva con la madre. La loro situazione disperata cambia quando la fanciulla riceve un pentolino magico da una vecchia nel bosco. Questo pentolino ha il potere di cuocere una deliziosa pappa dolce di miglio su comando.

Anche in questo caso, la fiaba dei Fratelli Grimm si presta bene al kamishibai per la sua semplicità e ritmo narrativo. Le tavole illustrate possono, per esempio, rappresentare la fanciulla nel bosco oppure la consegna del pentolino magico, o ancora la pappa dolce che straborda dal pentolino in modo incontrollabile quando la madre dimentica la formula magica per fermarlo. Il punto di svolta avviene quando la fanciulla torna a casa e ferma il pentolino, salvando così la città da un mare di pappa dolce.

Questa fiaba non solo intrattiene, ma insegna anche lezioni importanti sui pericoli dell’avidità e sull’importanza di conoscere e rispettare le regole. È un esempio eccellente di come una storia semplice possa essere trasformata in un’esperienza educativa attraverso il kamishibai.

L’orso non dorme di Nicola Cinquetti

L’orso non dorme è una favola di Nicola Cinquetti che esplora il tema del risveglio e della scoperta. La storia si presta magnificamente all’arte del kamishibai, permettendo ai bambini di immergersi in un’avventura narrativa ricca di immagini e di significati.

Nel kamishibai, la storia di L’orso non dorme può essere raccontata attraverso tavole illustrate che mostrano l’orso nelle diverse fasi del suo viaggio: dalla lotta con il sonno alla scoperta del mondo che lo circonda, fino alla realizzazione di un’importante verità su se stesso e sulla vita. Ogni tavola diventa una finestra su un mondo incantato, dove l’orso, figura centrale, si muove tra sogno e realtà.

La narrazione può essere arricchita da domande interattive che stimolano i bambini a riflettere sulle proprie esperienze di crescita e scoperta. Il kamishibai diventa uno strumento per educare e ispirare, invitando i piccoli ascoltatori a esplorare il significato più profondo delle loro avventure quotidiane.

Con L’orso non dorme si offre ai bambini una storia che parla di curiosità, coraggio e dell’importanza di affrontare le proprie paure.

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Conclusione

In questo articolo, abbiamo esplorato il mondo del kamishibai, un’arte narrativa giapponese che si serve di immagini illustrate per raccontare affascinanti storie. Abbiamo scoperto le sue origini, come utilizzarlo efficacemente e il suo impatto positivo nelle scuole come strumento educativo e di inclusione sociale.

Abbiamo fatto, infine, alcuni esempi di storie per bambini che possono essere adattate al kamishibai, offrendo loro non solo intrattenimento, ma anche preziose lezioni di vita.

Il kamishibai, dunque, si presenta come un valido strumento educativo che stimola l’immaginazione, promuove l’apprendimento collaborativo e aiuta a costruire ponti culturali.

Attraverso la sua pratica, possiamo imparare l’importanza dell’ascolto, della condivisione e dell’espressione creativa.

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